La relazione coniugale si fonda su un patto di fiducia esplicitato dal rito del matrimonio.

Il patto coniugale è un patto di reciprocità, giuridicamente sancita e ha una struttura drammatica perché è un legame tra due persone che sono differenti in base al genere e tale diversità è intesa non solo come diversità biologica, ma anche come interiorizzazioni di ruoli e aspettative diverse che convergono nel maschio e nella femmina (Cigoli e Scabini, 2000).

Il matrimonio costituisce l’atto che rende visibile e socialmente efficace la coppia tutelandone i diritti e i doveri. Il rito, che abitualmente lo accompagna, evidenzia l’importanza, non solo per la coppia ma anche per la comunità, di questo passaggio, che rappresenta la nascita di una nuova entità. La coppia coniugale è infatti l’alba della famiglia ed è da qui che passa il “progetto generativo”.

Scabini e Cigoli (2000), partendo da una concezione del ciclo di vita della famiglia basato sulle transizioni, individuano come obiettivo di questa transizione legata al matrimonio, la costruzione del patto coniugale.

Il patto che fonda la relazione coniugale ha, infatti, nel matrimonio il suo atto esplicito, il rito che diventa simbolo di questa transizione.

Questo patto è dato da due aspetti diversi e complementari che possiamo definire come patto dichiarato e patto segreto. Il patto dichiarato riguarda la dichiarazione di impegno dei coniugi formulata esplicitamente e pubblicamente. Questo tipo di patto ha una valenza etica di vincolo reciproco (“prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, ..), un obbligo reciproco testimoniato pubblicamente. E’ il patto che fonda e organizza la relazione ed i suoi elementi costitutivi sono: la comune attrattiva; la consensualità; l’impegno a rispettarlo e la delineazione di un fine.

Esiste complementariamente anche un patto che appare più nascosto, celato dietro alla relazione che ha a che fare con aspetti meno espliciti ma fondamentali per la stabilità e il futuro dei coniugi. E ’il patto segreto, che rappresenta  l’intreccio inconsapevole, su base affettiva, della scelta reciproca. Ciò che ha fatto sì che i partner siano attratti l’uno dall’altra ed è legato in particolare alle esigenze affettive e relazionali fondamentali delle persone, dai bisogni, dalle speranze e dall’aspettativa di protezione dai pericoli. Questo insieme di fattori è collegato alla storia precedente di ciascuno e ai modelli di identificazione con i familiari. L’aspetto inconsapevole della scelta potrebbe essere in sintesi espresso così: “Io sposo in te questo e tu sposi in me quest’altro”.

È proprio “l’incastro” di bisogni, desideri e paure a costruire la peculiarità di quella coppia, il suo inedito.

L’obiettivo per i coniugi è quello di costruire un patto coniugale che attui e mantenga viva la confluenza tra patto segreto e patto dichiarato, ossia una base etico-affettiva che permette alla coppia di esprimere le sue particolari caratteristiche.

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