L’incontro tra due persone è come un viaggio in un paese sconosciuto, nn sai cosa scoprirai, cosa ti aspetta ma ti incuriosisce, ti carica di emozioni e ti fa uscire dalla tua routine.

Per molte persone non è facile relazionarsi con le novità: l’animo insicuro, l’impossibilità di prevedere cosa accadrà le spaventa e le immobilizza. Ciò che diviene paradossale è che più si chiudono in sè stesse più desiderano trovare qualcuno con cui condividere la propria vita.
Ciò che è prevedibile è certamente sotto controllo ma richiude, senza rendersene conto, dentro una gabbia.

Molti desiderano il cambiamento e chiedono consigli, aiuto alle persone vicine, ma in realtà non vogliono cambiare perchè al di sotto delle parole ci sono le emozioni.

Le emozioni sono per molti un mondo inesplorato che viene chiuso e tenuto ben stretto dentro di sè. Ecco perchè l’incontro con l’altro diviene preoccupante: le parole, come vengono pronunciate, la postura, lo sguardo.. veicolano emozioni. Nn si possono nascondere, sono incarnate nel nostro corpo.

Ciò che crea un legame con l’altro non sono le cose che si possono prevedere e controllare ma l’innaspettato. Quella frase che ti ha fatto arrossire, quello sguardo che ti ha intimidito, quella situazione che ti ha fatto arrabbiare… quella sorpresa che ti ha fatto innamorare. I ricordi si formano dentro di noi grazie alle emozioni!! Più cerchiamo di nasconderle, più creiamo una barriera invisibile con l’altro, piano piano ci allontaniamo da lui finchè si dissolve il legame. Ecco quindi cosa è davvero una coppia: una danza di significati che deve essere condivisa con l’altro fino a divenire un linguaggio comune… verbale, non verbale, emotivo e corporeo.

emozione.jpgCome noi comunichiamo è stato appreso nella nostra famiglia d’origine, siamo stati plasmati dalle relazioni che abbiamo costruito con i nostri cari, anno dopo anno. Quando incontriamo un’altra persona ci relazioniamo con lei secondo i modelli che abbiamo appeso tuttavia anche l’altro proviene dalla sua famiglia, dalle sue relazioni, dal suo bagaglio di esperienze, di vittorie e di fallimenti. Non è possibile creare un nuovo legame senza costruire un territorio comune, uno spazio nuovo in cui incontrare l’altro e negoziare un nuovo linguaggio, che sia comprensibile ad entrambi. Le parole possono essere un modo per unire ma posso trasformarsi anche in una barriera. L’ascolto dell’altro diviene quindi fondamentale ma serve anche un pizzico di curiosità nell’interrogarsi su ciò che davvero l’altro intende dire al di là dei nostri pregiudizi. La parola fiducia può avere innumerevoli sfacettature, la parola amore anche…così come tutti i concetti e i significati che ci siamo costrutiti nella nostra crescita. Ecco che la relazione con l’altro deve partire dal definire chiaramente noi stessi e i nostri significati.

A volte si proviene da contesti così differenti che al termine della fase dell’innamoramento (fase in cui si tende a idealizzare l’altro eemozionecoppia non vedere i “difetti”), alcuni hanno la sensazione di trovarsi di fronte a un estraneo. In realtà è proprio in quel momento che si può davvero creare un legame stabile con l’altro a patto che si accettino le differenze dell’altro e si desideri impegnarsi verso il cambiamento, il mettere in discussione se stessi e il voler costruire il “LINGUAGGIO COMUNE” la vera base di un legame significativo.

L’aspetto della comunicazione è stato per decenni studiato dalla psicologia sistemica in particolare dal Gruppo di Palo e ha fornito degli strumenti molto affinati che aiutano le coppie e le famiglie a uscire dai conflitti e dalle incomprensioni per ritrovare l’armonia nelle relazioni.

Dott.ssa Nadia Calderaro


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