Cos’è?

La profezia che si autoavvera è una convinzione, una credenza su sé o sugli altri che si manifesta successivamente nella realtà, ovvero, “ciò che pensi accadrà davvero!”. Il fatto che si manifesti tende a confermare che la credenza era corretta.

Ha origine dal teorema di W. I. Thomas: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”.

Come agisce?

Nella quotidianità questo meccanismo agisce in qualunque contesto relazionale: nelle relazione genitori- figli, nei rapporti amorosi, amicali, lavorativi ma anche sulle scelte individuali quali il percorso di studi, il lavoro e addirittura nella percezione della nostra salute!

Gli effetti si propagano anche al livello sociale dato che le credenze che abbiamo sugli altri, diventano spesso veri e propri stereotipi che possono far sì che le persone diventino proprio come vengono rappresentate.

Le credenze influenzano le aspettative che abbiamo di noi stessi e degli altri, ognuno di noi ne possiede di autoindotte o indotte da altri ed esse, ripetute nel tempo, si trasformano in un vero “credo soggettivo” creando in noi delle “finte verità” di cui spesso non siamo consapevoli.

Quindi anche se la credenza ha un’idea di base falsa, solo il fatto di crederla vera fa sì che ci comportiamo e mettiamo in atto una serie di pensieri e azioni che la rafforzano sino a farla divenire reale: si parla di “profezia che si autoavvera”. Ovvero nel momento in cui un individuo si impegna con i propri comportamenti per evitare che ciò che più teme si avveri ottiene proprio l’opposto rispetto al risultato sperato. Ecco che così lo stesso individuo finirà per causare quegli eventi che avrebbe tanto voluto evitare.

Nel momento in cui la credenza si realizza diciamo :“Vedi l’avevo previsto! Avevo ragione!” in realtà l’esito l’abbiamo influenzato noi con il nostro atteggiamento.

Esempi di alcune profezie che si autoavverano:

communication3-Marta si convince ingiustamente che il suo matrimonio fallirà e di conseguenza si comporta come se fosse già fallito; così facendo lo fà effettivamente fallire perché mette in atto una serie di atteggiamenti, pensieri e azioni che portano al conflitto e generano discordia al punto da mettere in crisi il legame.

-Marco si convince ingiustamente di non avere nessuna possibilità di passare un esame. Studia comunque, ma al momento dell’esame è così agitato da non rispondere neanche alle domande più facili, e non lo supera.

Le credenze influenzano anche le relazioni:

– Monica è convinta che suo figlio Paolo stia diventando un “monello”: tenderà così a notare con maggior rilievo le volte in cui suo figlio combinerà qualche marachella e sottolineare tali eventi con Paolo dicendogli “sei un monello” e parlandone con gli altri “Paolo è un monello”. Aumenterà l’enfasi ogni volta che Paolo farà qualcosa di sbagliato, attirerà fortemente l’attenzione della mamma che è preoccupata che Paolo diventi un monello e aumenteranno i rimproveri. Alla fine la definizione “monello” convincerà Paolo di esserlo realmente e aumenterà la probabilità che combini guai e rinforzando la credenza della mamma.

Le credenze influenzano anche la collettività, Paul Watzlawick fa questo esempio:

 – nel 1979, in California, i quotidiani pubblicano dichiarazioni sensazionali riguardanti un’incombente scarsità di carburante. Tutti si affrettano a far benzina, e nel giro di poche ore le scorte, effettivamente, finirono.

Le credenze influenzano l’educazione scolastica, ad esempio:

 -se gli insegnanti credono che un bambino sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri.Il bambino interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza: si instaurerà così un circolo vizioso per cui il bambino tenderà a divenire nel tempo proprio come l’insegnante lo aveva immaginato.

Come evitarla in 4 passi

circolaritaLe credenze si estendono in diverse forme nella vita delle persone fino a definire la loro stessa personalità e carattere; non solo, abbiamo visto dagli esempi precedenti che influenzano anche le relazioni sociali.

Queste credenze possono essere positive o negative; possono potenziare la tua vita e ampliare le tue opportunità o possono fare in modo che tu non raggiunga nulla o che nemmeno desideri qualcosa.

Alcuni passi utili per uscire da convinzioni erronee possono essere:

a) Osserva le tue credenze

Guarda i risultati che stai avendo nella tua vita e che non ti piacciono. Quali sono? . C’è qualche convinzione che sta influenzando il tuo comportamento e che conduce al risultato negativo? Quali presupposti e credenze avete che vi impediscono di sviluppare il vostro potenziale? Individuali e scrivili in un foglio.

b) Sii consapevole che sono solo credenze e non sono la realtà

Questo è un passo complicato perché potresti pensare che queste credenze negative siano reali.

Rifletti su quelle credenze. Come fai a sapere che sono vere? Hai delle prove?

Non ottieni un buon lavoro, perché non ne vale la pena o non lo ottieni perché pensi che non ne valga la pena? Non parli con chi ti piace perché non sei attraente o non parli con chi ti piace perché pensi di non essere attraente.

c) Per ogni credenza negativa creane una positiva

Ecco alcuni esempio di come trasformare una credenza negativa in una credenza positiva:

 Negativa -è molto difficile, non posso farcela/non ce la posso fare (situazionale)

Positiva- posso farcela se persevero e mi sforzo.

N-valgo meno degli altri (personale).\ P- valgo quanto altri.

N-la gente che ottiene i successi è fortunata, sforzarsi non vale la pena.\ P- La gente non ottiene nulla senza sforzo.

N-non posso contare sugli altri (relazioni).\ P-posso contare sulle persone e posso chiedere aiuto.

N-gli altri sono egoisti (relazioni).\ P-gli altri sono amichevoli, posso avere buone relazioni.

N-Se vinco non mi vorranno più (situazioni).\ P-se vinco, mi vorranno come prima.

N-se faccio vedere a qualcuno che mi interessa lui/lei mi rifiuterà (relazioni).\ P-Se mostro interesse qualcuno lo apprezzerà.

N-se fallirò gli altri rideranno di me (relazioni).\ P.-se andrà male, ci saranno persone che mi ammireranno per averci provato.

N-non interesso a nessuno e nessuno mi vuole (personale).\ P-le persone che mi stanno vicine mi vogliono bene.

N-ho avuto un brutto passato sono una persona sfortunata.\ P-è il presente che conta e il mio passato negativo mi può servire ad essere più forte.

-altre credenze: sono inutile, non posso aiutare nessuno, mi merito il peggio…

d) Associa qualcosa di positivo alle nuove credenze

Ora, prendi le tre credenze che pensi ti limitino di più e associale a qualcosa di positivo.

Per esempio: “credere che se fallirai alcuni ti ammireranno per averci provato”, associarlo con una emozione positiva e cerca di realizzarlo.

Ora tocca a te, trasforma le credenze negative che hai verso te stesso e verso gli altri, in positive e sfrutta la “profezia che si autoavvera” trasformando i vecchi limiti in occasioni.

Fai molta attenzione quando descrivi te stesso o dai delle “etichette” alle persone perché ciò ha una potenza incredibile nel farle diventare come tu credi che siano!

 

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