Il rapporto di coppia è il più importante di tutte le relazioni umane. Tanto più le relazioni di coppia diventeranno instabili e distruttive, tanto più la genitorialità e quindi il futuro dell’umanità andranno progressivamente in declino. Inoltre, una relazione positiva favorisce una buona salute psicologica delle persone che si traduce in migliori prestazioni lavorative, migliori atteggiamento verso il mondo e gli altri, una maggiore capacità di collaborare, maggior pazienza e possibilità di avere una vita appagante e piacevole.

Esistono davvero dei fattori chiave per comprendere e rafforzare il rapporto di coppia e in questo articolo ne descriveremo i tre principali.

PRIMO SEGRETO: Il bisogno di intimità e di comprensione di sé e del mondo

priscilla-du-preez-306214La comprensione di sé stessi e il modo in cui guardiamo il mondo dipende essenzialmente dalla condivisione di esperienze con altri esseri umani. Ecco perché l’intimità è necessaria per una consapevolezza di sé e della vita di ogni persona.

La mancanza di intimità correla direttamente con l’aumento di psicopatologie e viceversa: maggiore è la capacità e la possibilità di intimità, maggiore è la salute psicologica.

Con “intimità” non si intende la nudità o le relazioni sessuali. Una persona può avere un rapporto sessuale con una prostituta o un estraneo senza avere una profonda intimità. L’intimità è la possibilità di condividere significati profondi tra due o più persone. Il sentirsi vicini e compresi dall’altro, il sentirsi accarezzati in profondità non solo nel corpo ma nell’essere se stessi.

I significati (di sé e del mondo) sono generati e mantenuti nella misura in cui sono condivisi, quando questa condivisione di significati è superficiale, perde di chiarezza e stabilità, così il mondo diventa caotico ed è usato per compensare il vuoto. Se nella coppia viene a mancare l’intimità, solitamente una delle due persone, o entrambe, iniziano a cercare all’esterno, nel mondo, le parti mancanti, gli aspetti insoddisfatti di sé.

La primaria esperienza di intimità avviene quando un bambino nasce, la vicinanza amorevole dei suoi genitori, lo introduce nel mondo (“viene al mondo”). I bambini creano grande intimità, soprattutto con la madre che è quasi “tutto il suo mondo” o almeno “il sole” intorno al quale tutto il resto ha un significato specifico; ecco perché Anna Freud diceva che la madre è “il sè ausiliario” del bambino sotto i 3 anni.

Nella coppia, l’intimità corporea combinata con l’intimità narrativa e il confronto di esperienze diverse, permette una profondità amorosa, una condivisione di significati che restaurano e approfondiscono la chiarezza e la stabilità dell’identità Personale (il sé) che era sbiadita, più o meno, durante l’adolescenza: i fidanzamenti in adolescenza sono spesso tentativi senza successo di intimità fino a trovare qualcuno che diventa veramente intimo, stabilendo il primo “importante legame”.

Le amicizie profonde sono anch’esse rilevanti all’interno della gamma intima di ogni persona, tuttavia, non riescono a dare quella sensazione di profondità e di completamento che dà il legame di coppia. Per ottenere un’identità coerente, piena e sana, infatti, è necessario avere un punto fondamentale di riferimento intimo (una sorta di sé ausiliario, direbbe Anna Freud) che prima sono i genitori e poi è la coppia, combinata con una serie di relazioni relativamente meno intime rappresentate dal resto dei rapporti familiari e delle amicizie.

 Un rapporto intimo unico e/o esclusivo (senza amicizie importanti) implica anche un processo di assorbimento, che tende a diventare soffocante.

Le altre relazioni affettive formano una struttura dinamica che permette di dare anche posizione, chiarezza e stabilità al rapporto intimo più profondo: la relazione di coppia.

SECONDO SEGRETO: il profilo personale di coppia

Dopo una serie di esperienze amorose infruttuose, le donne spesso dicono che “tutti gli uomini sono uguali” e gli uomini dicono lo stesso, che “tutte le donne sono uguali.” Quello che non sanno è che tutte le persone con cui sono entrate in relazione tendono ad essere simili perché sono state scelte simili!

incastrodicoppiaAttraverso una combinazione unica di aspetti genetico-ormonali e culturali (stili familiari, educazione, influenze sociali, tipo di attività in cui sono stati coinvolti) ogni persona sviluppa specifici atteggiamenti, valori, credenze, usanze, abitudini, abilità, gusti, stili… Una parte di questa personalità ha a che fare con le sue possibili affinità e complementarietà con altre persone, tratti di personalità che tendono ad essere stabili e che renderanno la persona più o meno adeguatamente attratta con le caratteristiche complementari di altre persone (ciò viene definito “profilo personale di coppia”). Come se ci fosse una chiave e una serratura corrispondente. Se la chiave non è giusta, la serratura non si apre.

Quando una relazione finisce per diverse ragioni, la relazione successiva rischia di essere con una persona molto simile a quella precedente, nella misura in cui i tratti di personalità del “profilo di coppia” non sono cambiati (viene attratto dalle stesse cose di cui era attratto in precedenza). Di conseguenza, il modo in cui il rapporto precedente si è evoluto può essere molto simile all’evoluzione del nuovo rapporto con tutto il conseguente dolore e dispiacere che solitamente le rotture d’amore portano con sé… È possibile che le persone imparino e cambino spontaneamente alcuni tratti di sé senza rendersene conto e che dopo molti anni il “profilo personale di coppia” sia cambiato a sufficienza e abbia raggiunto una maturità tale da permettere la nascita di un rapporto di coppia più riuscito e stabile. Tuttavia, questo non è garantito e non si verifica così facilmente, proprio perché richiede un lavoro su se stessi di messa in discussione e modifica di alcuni aspetti profondi dell’identità della persona. A volte, proprio in seguito a rotture dolorose le persone iniziano un percorso di psicoterapia. La terapia personale può essere un ottimo modo per migliorare la conoscenza di sé e migliorare le capacità relazionali promuovendo il benessere anche nella coppia.

A volte il ripetersi di relazioni insoddisfacenti e dolorose portano a situazioni emotive di depressione tra coloro che non raggiungono l’intimità desiderata e necessaria per la propria stabilità personale.

I nostri gusti, le nostre antipatie..ecc  nascono dalle esperienze piacevoli e sgradevoli vissute da ogni persona nella propria vita, ciò ha formato il nostro modo di essere e di metterci in relazione con gli altri, modo che si è formato prima di tutto nei legami familiari che abbiamo costruito durante l’infanzia.

Ad esempio, la figlia di un padre alcolizzato e autoritario era abituata a tollerare e vedere alcuni degli scoppi d’ira del padre come naturali; lei rimaneva silenziosa, impaurita e immobile per proteggersi dalla furia del padre: quel tratto di personalità, sviluppato nella relazione con il padre, che potremmo chiamare “tollerante e sottomessa” la avvicinerà, in amore, a persone con tratti simili a quelli di suo padre.  Tuttavia, a volte, è stato talmente forte il rifiuto e il disprezzo del padre alcolizzato, che uno dei criteri fondamentali che l’attrarranno a qualcuno sarà l’essere totalmente astemio, rifiutando tutte le persone che consumano alcol.

Infatti l’attrazione necessaria per la formazione di una coppia e la sua successiva durata e stabilità dipenderà da tre elementi che integrano il “profilo personale di coppia” di ogni membro:

1 –Affinità

2- Complementarità

3 -Incompatibilità

Le affinità identificano e favoriscono la coesistenza e la condivisione dei punti di vista; Le complementarità generano la necessità e la relativa dipendenza alle caratteristiche dell’altro; le incompatibilità sono i punti di shock, in cui ciò che una parte vuole, l’altro rifiuta.

Maggiori saranno gli aspetti dei due partner più affini e complementari e meno saranno quelli di incompatibilità, maggiore sarà ovviamente la probabilità che il rapporto di coppia possa essere più duraturo, profondo e stabile.

Viceversa: più deboli saranno le affinità e le complementarità, più significative saranno le incompatibilità e di conseguenza il rapporto di coppia sarà più vulnerabile, ammalato e a rischio rottura in tempi più brevi.

TERZO SEGRETO: principi o rospi, principesse o streghe?

È un luogo comune, nei libri e nei commenti sui rapporti di coppia, dire che durante il corteggiamento le persone appaiono o si fingono migliori per farsi notare o per sedurre l’altro, ma che solo dopo il matrimonio si rimuovono le maschere e appare la verità: da principe azzurro e principessa a rospo e strega! Si scoprono dei modi di essere che appaiono molto contrastanti se non addirittura opposti a quelli di cui ci si era innamorati.

È anche comune la distinzione tra “innamoramento” e “amore maturo” da costruire, sostenendo che l’infatuazione è un processo emotivo molto intenso che, quindi, non può durare a lungo; È naturale che nel corso del tempo, le coppie, dopo una fase di innamoramento, diminuiscano un po’ l’entusiasmo iniziale e scoprano “difetti” nell’altro che vengono “tollerati”;  “l’amore maturo” poi, si basa sulla consuetudine e sulla valorizzazione della persona più per la sua essenza che per gli aspetti transitori e superficiali.

Anche se molte ricerche sembrano confermare quanto precede, c’è un altro modo per interpretare il passaggio dall’innamoramento all’amore maturo, che può dare una svolta a tali credenze comuni: semplicemente, una persona manifesta sentimenti positivi quando si sente emotivamente bene e mostra il suo lato peggiore quando si sente male!

follingloveI fidanzati sono più attenti, protettivi, rispettosi, amichevoli, affettuosi, si prendono maggiormente cura del proprio aspetto fisico per compiacere il partner, e lo fanno perché stanno vivendo molte sensazioni ed emozioni piacevoli legate anche al tipo di attività che fanno: andare al cinema, chattare a lungo, passeggiare tenendosi per mano, accarezzarsi, mangiare insieme, bere un caffè, scoprire nuovi luoghi e fare nuove esperienze, dare e ricevere sorprese, ridere molto, ecc.

Nella maggior parte dei casi, sposandosi o decidendo di vivere insieme, avverranno molti cambiamenti nella vita dei due partner e cambieranno drasticamente le abitudini e i tipi di attività svolte insieme.

I neosposi sono sottoposti a grandi pressioni: economiche, pressioni e richieste delle famiglie d’origine, la responsabilità, l’impegno del lavoro, il tempo, gli amici che hanno sentito allontanarsi…, ecc.

Quando le persone sono sotto pressione e i fallimenti si accumulano in proporzione pari o superiore ai successi, entrano in “nevrosi” e hanno la necessità di incolpare l’altro per le cose andate storte e per le pressioni ricevute. La colpa e i rancori crescono, a volte a tal punto che è difficile superarli. Questo genera un circolo vizioso che trasforma in mostri, gli angeli.

Non è che la gente sposata rimuove la “maschera” di fidanzati piuttosto è che la nuova dinamica stravolge un equilibrio precedente.

 Se fosse possibile per loro avere il tempo e le possibilità di fare il tipo di cose che facevano nei primi giorni di fidanzamento, se potessero continuare a scoprire e fare esperienze interessanti e piacevoli, il processo di seduzione e l’entusiasmo potrebbe continuare a tempo indeterminato, e in alcuni casi, le esperienze di vita condivisa potrebbero superare in media l’entusiasmo, la passione e l’infatuazione delle tappe Iniziali del corteggiamento, anche se è logico prevedere delle oscillazioni nel corso della vita di coppia.

Alcune ricerche in psicologia, basate sull’osservazione di coppie multiple, sostengono che è possibile stabilire che un matrimonio resterà sano valutando se la coppia dedica almeno un blocco di 3 ore ogni quindici giorni per svolgere attività da “fidanzati”, oltre ad avere spazi di convivenza per chiacchierare e mangiare insieme con una certa calma ed armonia un minimo di tre volte alla settimana. Questo nel contesto di un profilo di coppia sostanzialmente sano in cui non vi è alcuna dipendenza estrema.

 

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