Terapia di coppia: l’ultima risorsa prima della separazione?

Uno strumento che molte coppie scelgono come alternativa al conflitto aperto: rende più facile per tutti ascoltare e sentirsi ascoltati.

“Immaginare che una coppia sia sempre felice ed in armonia è credere ad un ideale che non esiste. Tutte le coppie devono aspettarsi ed essere preparate ad attraversare, nella propria storia, sia i momenti di felicità sia quelli di scontro”.

La terapia di coppia è uno strumento che molti partner, di tutte le età, usano per affrontare le difficoltà che inevitabilmente il legame incontrerà nel tempo. Una relazione muta ed è influenzata dai cicli di vita delle persone, tuttavia il passare del tempo non è necessariamente qualcosa che danneggia o rovina la coppia, ma è una grande sfida!

“Non è lo stesso quando ci si conosce, quando si vive insieme, né quando arrivano i figli”

Ogni fase richiede un “riassestamento”, la riconquista di un equilibrio sia di ciascun membro sia della coppia. Questi cambiamenti, naturali nella vita di coppia, possono creare delle “crisi”, tuttavia devono essere accolte positivamente, in quanto apriranno nuove strade.

La relazione deve sapersi ri-costruire e re-inventare con il passare del tempo: più i singoli membri avranno una vita piena e soddisfacente più potranno tollerare i movimenti dell’altro e accettare che ci saranno momenti di incontro e momenti di insoddisfazione. Ecco perché in un legame sano è conveniente che ognuno abbia il proprio spazio e che sia rispettato dall’altro.

La terapia a due

In molti casi, le coppie chiedono una consultazione allo psicologo perché “stanno male, e ogni volta che cercano di parlare finiscono per litigare“, ma altri conflitti compaiono durante la sessione. Alcuni dei più tipici hanno a che fare con la gestione del denaro e come dovrebbe essere distribuito: oggi uomini e donne lavorano e percepiscono ciascuno il proprio reddito, ciò ne complica la gestione.

Un altro problema che emerge è legato ai rapporti che intrattengono con le famiglie d’origine, oppure sull’educazione dei bambini che è uno degli argomenti di maggior contrasto: le due persone che compongono la coppia sono due mondi che sono stati a loro volta in relazione a diverse storie, valori e aspettative. Rispetto alla scolarità dei figli, devono negoziare in modo permanente.

Ed infine la sessualità, un altro dei temi che viene alla luce in questo tipo di terapie: con che frequenza? C’è un adeguato livello di intimità? Cosa è normale e cosa non lo è? Cosa è permesso e cosa non lo è?

Ogni partner può vivere la sessualità in modo peculiare, esistono diversi modi di trovare l’appagamento sessuale nella coppia ma l’equilibrio nasce dalla negoziazione e dall’ascolto del partner dove nessuno dei due prevale sull’altro. La comunicazione sul tema della sessualità può venire interrotta in alcune coppie a causa di tabù, pregiudizi o stereotipi acquisiti e incidere negativamente sulla relazione a diversi livelli. Può sviluppare insoddisfazione e aggressività inespressa che rischia di generare conflitti in altri piani.

La terapia di coppia richiede una forte motivazione da parte di entrambi i partner, è un’esperienza arricchente ma richiede impegno: si vive un’esperienza relazionale autentica in uno spazio in cui le emozioni sono molto intense e le aspettative dei partner possono divenire molto alte e ciò può generare anche sofferenza.

Il metodo da me utilizzato nella terapia di coppia si basa sulla terapia sistemica e vengono stabilite “regole di base” per il suo sviluppo, rispettando sempre il principio di base dell’ascolto.

Ognuno ha il diritto di pensare, di sentire e di dire ciò che gli accade e l’altro ha il dovere di accettare, di ascoltare e di cercare di capire cosa prova l’altro, cosa pensa l’altro, cosa dice l’altro”.

Fondamentalmente è una conversazione in cui tutti sentono di poter essere ascoltati: ciò sembrerebbe un “un gioco da ragazzi” ma non lo è!L’arte di rendere più facile per tutti ascoltare ed essere ascoltati è una cosa, in realtà, molto difficile!

La terapia può evitare la separazione?

La separazione è uno dei percorsi alternativi quando il legame di coppia diventa insopportabile, tuttavia “più si procrastina e più sarà intensa l’esperienza di perdere l’altro”.

Poi ci sono coppie che possono vivere nel peggiore degli inferni ma conservano il ricordo del tempo che è stato straordinario e mantengono l’aspettativa di tornare a quel momento: da qui può nascere la forte motivazione e lo sforzo di voler salvare il legame attraverso la terapia di coppia.

Non tutte le coppie sopravvivono, non tutte le coppie riescono a raggiungere una relazione soddisfacente anche se decidono di continuare a rimanere assieme. Ci sono volte in cui entrambi i membri durante la terapia decidono di non continuare la relazione e quando ciò succede non ci sono parametri fissi che definiscono questa scelta, è una soluzione che la coppia ha raggiunto dopo essersi realmente ascoltata e compresa.

Lo psicologo anche in caso di separazione decisa suggerisce comunque degli incontri come opportunità di parlare e ascoltare, ciò potrà rendere meno doloroso e radicale l’allontanamento dell’altro e potrà essere protettivo nei confronti di ciascun membro della coppia.

Altre volte invece si arriva alla fine della terapia, in cui avviene un cambiamento di percezione, non perché tutti i problemi sono risolti ma perché i membri della coppia sentono di aver acquisito nuovi strumenti per comunicare in modo più sano e di aver riacquistato forza nella relazione.

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