La famiglia con il figlio adolescente: una Fase del Ciclo di Vita

Non ci si può separare se prima non si è appartenuti,

e appartenere significa sentirsi parte  di quel sapere condiviso

che è la cultura familiare e che accompagna l’adolescente

nel suo processo di svincolo”.

M.M.Togliatti

L’ingresso di un figlio nell’adolescenza costituisce un evento critico che pone la famiglia di fronte a non poche difficoltà e mette a dura prova le sue capacità adattive e di cambiamento. Il buon esito di questa fase dipende molto dall’evoluzione di quelle precedenti.

Se la coppia è riuscita a costruire un fronte comune nell’esercizio della funzione genitoriale, sia al livello educativo (stile autorevole, condivisione di regole) che affettivo (garantirgli una base sicura) e soprattutto a tenere distinti il sottosistema coniugale da quello genitoriale, essa potrà affrontare con successo i compiti che questa fase comporta.

La caratteristica peculiare dell’adolescenza è quella di essere una fase di passaggio per l’intero sistema familiare allargato e per i suoi singoli componenti. La famiglia dell’adolescente è messa di fronte al difficile compito di conciliare la spinta coesiva all’unione e alla stabilità del sistema familiare con l’altrettanto forte tendenza all’uscita e all’autonomia del figlio.

Gli adolescenti introducono nella famiglia nuove idee, nuovi valori, mettono in discussione le figure genitoriali, si muovono in modo sempre più autonomo nell’ambiente sociale.

Il principale compito di sviluppo relativo a questa fase consiste nel realizzare il processo di separazione tra adolescente e genitori e costruire una propria identità separata (individuazione). Se i genitori e gli adolescenti falliscono in questo compito uno dei rischi maggiori è rappresentato dall’incapacità dell’adolescente di sviluppare un’identità adulta ben definita, a favore di un’identità “diffusa” caratterizzata da un estrema confusione delle regole e dei modelli di identificazione avuti fino a quel momento nella propria vita.

Il processo di separazione-individuazione richiede che siano stati interiorizzati rapporti stabili e di fiducia tra i membri della famiglia.

Tuttavia, un’eccessiva accettazione dei modelli genitoriali, senza una propria individuale rielaborazione, blocca l’adolescente in questa fase; al contrario, un rifiuto eccessivo di questi modelli può indicare difficoltà di svincolo e una paura eccessiva di lasciare l’infanzia.

CRESCITA SIA PER I GENITORI CHE PER I FIGLI

Il processo di crescita e separazione avviene contemporaneamente sia per i genitori che per l’adolescente, in quanto sono messi in discussione non soltanto i modelli di funzionamento familiare ma anche i valori, le credenze e gli ideali che avevano caratterizzato la loro vita fino a quel momento.

Se la famiglia negli anni ha raggiunto un buon livello di differenziazione al suo interno, per cui i diversi sottosistemi presentano confini chiari e flessibili, queste trasformazioni saranno affrontate senza particolari difficoltà e l’adolescente potrà assumere IL PROPRIO POSTO nella storia familiare.

ALTRIMENTI COSA SUCCEDE?

Nel caso in cui non vi è la giusta differenziazione tra sottosistemi (genitori da una parte e figli dall’altra) e non ci sono confini chiari, il processo di svincolo potrà essere impedito dalle forti spinte centripete della famiglia: ad esempio quando i confini sono rigidi (regole inflessibili, mancanza di ascolto, abuso di autorità da parte dei genitori) e non vi è condivisione e partecipazione emotiva tra i diversi membri della famiglia, l’adolescente potrà trovarsi senza alcun sostegno nei momenti di bisogno e sviluppare una bassa autostima, una forte insicurezza e adottare comportamenti devianti per affrontare tale disagio.

IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI NON SI INTERROMPE MA SI MODIFICA

Il rapporto genitori-figli con la crescita non si interrompe ma si modifica ed evolve verso forme più mature.

In questa fase evolutiva, è interessante osservare il ruolo svolto dai fratelli, in quanto diventa un importante risorsa emotiva reciproca. La relazione tra fratelli assume nuove caratteristiche e si trasforma verso il polo dell’amicizia e della confidenza. Fin dall’infanzia il gruppo dei fratelli ha costituito un laboratorio sociale con cui sperimentare relazioni: ora questo ruolo si amplia in quanto contribuisce al processo di differenziazione, favorendo la socializzazione nel gruppo dei pari.

GLI AMICI DIVENGONO IMPORTANTI

Insieme alla famiglia, il gruppo dei pari costituisce il principale referente affettivo ed emotivo dell’adolescente. Tra gli amici egli può trovare modelli di identificazione più vicini alla sua condizione non appartenenti al mondo degli adulti. L’adolescente solo se avrà avuto rapporti stretti, fiduciosi e reciproci con i membri della famiglia e avrà interiorizzato tali rapporti sarà in gradi di trasformare i legami familiari e ad aprirsi a vincoli extrafamiliari.

Come abbiamo appena visto, la fase del Ciclo di Vita che la famiglia incontra quando il figlio diviene adolescente riattiva aspetti molto complessi al livello sia individuale per l’adolescente, sia per l’autorità genitoriale sia per le trasformazioni che emergono inevitabilmente nella coppia coniugale e che richiedono un riadattamento.

La famiglia può trovarsi impreparata di fronte a questa fase e può “bloccarsi”, non riuscire ad essere flessibile ai cambiamenti che avvengono con molta velocità nel figlio adolescente e che inevitabilmente attivano risposte nei genitori. In questi momenti , il blocco del ciclo vitale potrebbe emergere attraverso conflitti accesi con i genitori che possono giungere ad escalation violente oppure può evidenziarsi una psicopatologia nel ragazzo/a (forme di dipendenza, disturbi del comportamento, fobie..ecc). In questi casi la consulenza di uno specialista psicologo potrebbe risultare utile e facilitare la trasizione della famiglia aumentando il benessere familiare.

Dr.ssa Nadia Calderaro

Fonti:

Malagoli Togliatti, Lubrano Lavadera, (2002) “Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia”, Il Mulino.

Malagoli Togliatti, Mazzoni, (2006) “Osservare, valutare e sostenere la relazione genitori-figli. Il Lausanne Trilogue Play Clinico”, Raffaello Cortina.

Mariotti, Frison (2000) “Relazioni terapeutiche e adolescenti multiproblematici”, Franco Angeli.

Loeber et al. (2000), “Oppositional Defiant and Conduct Disorder”.

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