Il maltrattamento psicologico: protagonista in molte relazioni tossiche

Potrebbe essere che l’ho provocato? Me lo merito? Queste sono solo alcune delle domande che si pone la vittima di abuso psicologico. È un campo ambiguo, in cui non si sono segnali fisici.

Parliamo del maltrattamento psicologico

Qual è la prima cosa che viene in mente quando senti la parola maltrattamento?  Colpi, ustioni, spinte, lesioni, dolore?

È corretto che tu abbia pensato a queste caratteristiche, che fanno parte del maltrattamento fisico. Ma in questo articolo parleremo di un tipo di abuso che non lascia segni fisici: l’abuso psicologico, noto anche come abuso silenzioso.

Prima di iniziare a parlare di abuso psicologico, ci è utile approfondire il concetto di abuso.

L’abuso è un modo di agire illecito, eccessivo di una qualsiasi forma di aggressività o violenza nei confronti degli altri, che può verificarsi nel lavoro, in famiglia, in ambito sociale e / o in coppia.

Esistono altri due tipi di abuso oltre a quello psicologico, che sono:

  • l’abuso fisico: questo tipo di abuso può essere più facilmente identificato in quanto la vittima soffre di colpi, ustioni, spinte, lesioni, scosse o altre forme che causano lesioni al corpo;
  • l’abuso sessuale: si riferisce a qualsiasi tipo di contatto sessuale che una persona, minorenne o maggiorenne, ha con altre persone senza dare il proprio consenso. Se avviene all’interno dell’ambiente familiare parliamo di Incesto.

Parlando di abuso psicologico è utile evidenziare come questo tipo di abuso sia più difficile da identificare perché non ci sono segni fisici, come abbiamo accennato in precedenza.

Attraverso la colpa o la svalutazione, approfittando dell’affetto che la vittima prova nei confronti del suo aggressore, sopporta urla, umiliazioni, esplosioni di rabbia…ciò, tra i diversi effetti negativi, ha anche una forte influenza sulla sua autostima (a causa della mancanza di rispetto e della continua svalutazione dell’aggressore) e sullo stato emotivo.

“Potrebbe essere che l’ho provocato?

Me lo merito?

Era meglio che non dicessi nulla?

Forse se avessi risposto diversamente…”

Questi tipi di pensieri sono frequenti nelle vittime di abusi psicologici. Quando l’abuso esiste da molto tempo, la vittima tende a giustificare l’aggressione.

Sintomi del maltrattamento psicologico nel campo della coppia

È importante che le persone siano informate su quali tipi di comportamenti sono un segnale di allarme, in questo caso, nel campo della coppia:

  • ti dice come dovresti vestirti;
  • controlla i tuoi soldi;
  • controlla il tuo telefono e i social network;
  • ridicolizza e minimizza i tuoi problemi;
  • ti fa dubitare delle tue abilità;
  • sottolinea i tuoi sbagli;
  • non dà importanza o svaluta i tuoi successi personali e / o professionisti;
  • ti fa sentire in colpa per la maggior parte del tempo;
  • ti fa sentire che non potresti andare avanti se non fosse al tuo fianco;
  • usa il ricatto emotivo per ottenere ciò che desidera;
  • provi paura

Ti chiederai se è possibile prevenirlo o uscire da questa situazione e la risposta è sì. È importante che la vittima sia consapevole dell’abuso che sta subendo e che non si senta giudicata o colpevole per la situazione che si trova ad affrontare e per la sofferenza che sta vivendo.

Al fine di prevenire gli abusi psicologici, è necessario che la società sia informata del perché si verificano queste dinamichee quali possano essere le conseguenze. Un altro modo per evitarlo è l’educazione dei giovani attraverso stili genitoriali sani: fornire ai figli uno stile di comunicazione chiaro in cui possano far valere i propri diritti senza danneggiare gli altri.

D’altra parte, se stai vivendo in una relazione in cui sono presenti anche solo alcuni di questi segnali sopra menzionati, è importante impostare dei limiti nella relazione. Se questi comportamenti continuano, è preferibile allontanarsi per evitare conseguenze importanti.

Quando si instaurano queste dinamiche disfunzionali, la percezione e la consapevolezza all’interno della relazione “tossica” (relazione professionale, coniugale, di coppia o familiare) è inizialmente scarsa. La ripetitività dei copioni e delle ritualità violente inizia con piccoli gesti, brevi frasi, squalifiche ironiche fino a giungere ad escalation violente senza preavviso e possibilità di controllo.

Per questo non è possibile affrontarlo da soli, serve una rete di persone fidate con cui confidarsi e chiedere anche aiuto e protezione.

L’isolamento è il rischio più plausibile in questi casi e altamente rischioso per la vittima.

Non bisogna dimenticare che esiste ed è di notevole rilevanza nel nostro territorio italiano il Servizio di Consultorio Familiare gratuito e presente in tutte le Ulss che può accogliere e aiutare nei momenti di rischio, insicurezza o anche solo per trovare un spazio d’ascolto emotivo. Più nello specifico si trovano anche i Centri Antiviolenza aperti e contattabili anche tramite numero verde.

Nel privato, nel mio lavoro quotidiano come Psicoterapeuta, sono formata per lavorare sulle dinamiche relazionali che sfociano in abuso psicologico o in violenza e, attraverso un’iniziale consulenza possono poi fornire sia un supporto psicologico alle vittime attraverso percorsi individuali; sia lavorare con la coppia sui pattern disfunzionali. Ciò può aiutare la coppia ad uscire dal ciclo della violenza che ha immobilizzato la sua evoluzione e può far aumentare la consapevolezza dei vissuti aggressivi sommersi portando i singoli partner a un’assunzione di responsabilità sullo stare insieme o sul lasciarsi.

Dr.ssa Nadia Calderaro


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