La famiglia è il luogo dove l’individuo vive le sue esperienze principali e dove, nell’interazione di tutti i suoi membri, è formato come persona. In questo processo, come in qualunque altro sistema vivente si possono presentare delle difficoltà. Alcuni dei problemi che potreste incontrare possono essere la mancanza di comunicazione fra i membri della famiglia, difficoltà nell’esprimere le vostre emozioni, discussioni frequenti, grida o insulti, cambiamenti dovuti all’arrivo o alla perdita di una persona cara…
Il sostegno familiare si concentra sulla ricerca di soluzioni del conflitto, aumentando il rispetto di ogni membro come individuo con i propri desideri e bisogni, aumentando la comprensione reciproca e il sostegno emotivo. Si ricercano quindi delle strategie che aiutino la famiglia a “funzionare meglio” a tutti i livelli.
 
“Chiunque può arrabbiarsi, è facile! Ma arrabbiarsi con la persona giusta, al momento giusto, per le giuste ragioni e nel modo più appropriato, non è facile”.  Aristotele
Durante i primi anni di vita del bambino, i genitori assumono la funzione di “rispecchiamento”, ovvero cercano di interpretare il comportamento dei figli. In alcuni casi però, faticano a tener conto delle loro capacità motorie, percettive e di sviluppo. Così il bambino interiorizza questo giudizio bloccandosi in alcune tappe dello sviluppo o evitando di esprimere liberamente le proprie emozioni. Ciò può condurre all’emergere di alcuni sintomi nel bambino che rappresentano e riflettono le difficoltà che l’adulto ha di sintonizzarsi con i  suoi sentimenti.
Nei casi in cui il bambino è il “paziente designato”, ovvero il portatore del sintomo, esso sarà, per il bambino, il suo meccanismo di difesa, la sua protezione e l’unico strumento per esprimere la sua angoscia.
È quindi prioritario comprendere come queste complesse reazioni affettive vengano espresse dal bambino,  la sua espressione corporea, somatica o comportamentale, così come le credenze intergenerazionali, le eredità familiari, le funzioni del sintomo e i fattori che lo mantengono.
I bambini spesso esprimono i conflitti che i loro genitori non sono in grado di esprimere o di connettersi con le emozioni di questi conflitti. Quindi non solo il bambino ma anche la famiglia ha bisogno di sostegno per esprimere le emozioni bloccate e ciò richiede un nuovo apprendimento emotivo che in molti casi è una lingua totalmente sconosciuta per la famiglia.
Un lavoro emozionale implica una ristrutturazione cognitiva, con una funzione organizzativa e adattativa del comportamento, sia individualmente che al livello relazionale, ciò a sua volta influisce  sul comportamento del paziente.
Gli obiettivi del sostegno familiare in ottica sistemica sono:
  1. Sostenere e potenziare le risorse e le capacità che l’intera famiglia possiede
  2. Migliorare il benessere della persona e del contesto familiare
  3. Capire meglio i bambini
  4. Migliorare la conoscenza di sé e sviluppare l’intelligenza emotiva e sociale
  5. Acquisire abilità di comunicazione
Per ricevere ulteriori informazioni o fissare un appuntamento potete contattarmi tramite il modulo contatti o telefonicamente al 349 4997378.

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